Il 16 giugno a Roma si è tenuto Artists for Gaza, durante il quale decine di artisti (attori, musicisti, registi) hanno dato vita a una giornata di mostre, musica, teatro e dibattiti, esponendo le opere donate dagli artisti e dalle artiste che hanno partecipato all’iniziativa, il cui ricavato è devoluto ad associazioni umanitarie attive a Gaza, tra cui Emergency, UNRWA, Un ponte per, e Gazzella Onlus.
Nel frattempo, a seguito delle proteste degli attivisti la banca britannica Barclays ha sospeso la sponsorizzazione di tutti gli eventi musicali organizzati da Live Nation, con cui Barclays aveva firmato un accordo quinquennale nel 2023. Tra questi si segnalano gli important festival Download, Latitude e Isle of Wight. Lo scorso mese più di cento musicisti, a cominciare da Brian Eno e Massive Attack, avevano boicottato il Great Escape Festival di Brighton, e già molti altri artisti avevano cancellato la loro partecipazione agli eventi in programma per protestare contro i legami tra la Barclays e alcune fabbriche di armi che commerciano con Israele, su cui la banca ha aumentato i propri investimenti dopo il 7 ottobre 2023. Un portavoce della Live Nation ha confermato: “Dopo aver discusso con gli artisti, abbiamo concordato con la Barclays che si ritireranno dalla sponsorizzazione dei nostri festival”.
Gli attivisti di Bands Boycott Barclays hanno dichiarato: “Questa è una vittoria per il movimento globale BDS guidato dai palestinesi. Come musicisti, eravamo inorriditi dal fatto che i nostri festival musicali fossero associati a Barclays, che è complice del genocidio di Gaza attraverso investimenti, prestiti e sottoscrizione di società di armi che riforniscono l’esercito israeliano. Centinaia di artisti si sono attivati quest’estate per chiarire che questa situazione è moralmente riprovevole, e siamo felici di essere stati ascoltati. La nostra richiesta a Barclays è semplice: disinvestire dal genocidio o affrontare ulteriori boicottaggi. Boicottare Barclays, che è anche il principale finanziatore europeo dei combustibili fossili, è il minimo che possiamo fare per chiedere un cambiamento”.

