MUSICA e CINEMA PER GAZA

Mentre la popolazione civile di Gaza resiste all’invasione e alle bombe israeliane che continuano a provocare stragi quotidiane, ed è ormai allo stremo per la fame e la distruzione indiscriminata delle strutture e dei servizi essenziali, gli artisti, il pubblico e i fan in Italia e in tutto il mondo manifestano la loro solidarietà alla Palestina occupata. Tra gli altri: 

Domenica 24 giugno 2024 i musicisti britannici Roger Waters, Yusuf Cat Stevens e Lowkey hanno trasmesso live su YouTube il concerto Stand up for Palestine

I pluripremiati artisti britannici Juliet Stevenson, Khalid Abdalla, David Calder, Charlotte Church e Maxine Peake si sono uniti alla campagna per porre fine alle vendite di armi a Israele nel Regno Unito, e hanno realizzato una serie di cortometraggi, “Stop Arming Israel”, per chiedere di “porre fine al ruolo della Gran Bretagna nell’uccisione dei palestinesi”. I filmati, disponibili dal 1 luglio 2024 sul sito  Artists for Palestine UK, sono il risultato di una collaborazione con Global Action Legal Network (GLAN) e l’organizzazione palestinese per i diritti umani Al-Haq. GLAN e Al-Haq hanno avviato un’azione legale contro il governo britannico per perché venga sospesa la vendita di armi a Israele.

L’iniziativa VOICES FOR GAZA, lanciata online a marzo, è proseguita il 1° luglio al teatro La Cigale di Parigi. Attraverso le voci familiari di personalità francesi e internazionali sono state condivise le testimonianze degli abitanti di Gaza, civili, medici e operatori umanitari. Il ricavato della serata di beneficenza a sostegno della popolazione di Gaza è stato devoluto alla ONG Medical Aid for Palestinians. Durante l’evento si sono tenuti concerti, letture, poesie, spettacoli e danza, con l’obiettivo di diffondere messaggi di pace e solidarietà attraverso la diversità delle opere creative contemporanee e del patrimonio culturale e artistico. 

I fan dei BTS, detti ARMY, hanno chiesto alla società di gestione del gruppo K-pop, Hybe, di licenziare Scooter Braun, l’amministratore delegato della filiale nordamericana, dopo averlo accusato di sostenere Israele nella guerra in corso contro Gaza.  La richiesta di licenziamento fa parte di un movimento più ampio tra i fan del K-pop per attirare l’attenzione sulla situazione dei palestinesi a Gaza. Il 23 febbraio 2024 un gruppo di fan dei BTS ha noleggiato un camion per affissioni elettroniche e lo ha inviato alla sede centrale di Hybe, nel centro di Seul, esortando l’azienda a disinvestire dal “sionismo e dai sionisti dell’industria”, secondo quanto riportato dal Korea Times.” Uno schermo sul camion mostrava diverse richieste insieme a filmati della devastazione di Gaza. 

La contestazione di artisti che non si esprimono sulla guerra contro la popolazione civile di Gaza e addirittura esprimono il loro sostegno al governo israeliano si è diffusa online, in particolar modo su Tik Tok e Instagram, con il movimento #Blockout2024, che bloccando gli account social di artisti e celebrità complici incide sulla circolazione del loro brand.